fine di una terapia

la fortezza è il tempo
del rammendo. é tempo, per me
di splendere

8 ottobre 2006


Seduto sulla riva del torrente
la fiamma che brucia il tabacco
sembra chiedere: "è questo il tuo posto?"
Lasciamo la risposta a questo
silente fluire...

25 settembre 2006


Piove.
Ogni goccia è un pezzo di me che sparisce ingoiato dall'asfalto.
E' asfalto nuovo, un nuovo strato di rifugi.
Il mondo inghiottirà quest'anima senza speranza?
Non c'è cura a questo strano sentire, un male che non è noia, e non è tristezza.
E' male, sa di male con il suo sapore dolciastro, piacevole.
Lo riconosci? il sapore della pioggia?
Non quella che bevevi da bambino, quando spalancavi le labbra verso il cielo e potevi gridare, muto.
E potevi bere di questo nettare che è speranza, e che ora è solo acido.
Quest'acqua trascorsa sotto i ponti del tempo, perchè l'anima è un naufrago sulle sponde di un'inondazione.
Come il fango che resta. Come le rovine che riemergono dopo l'onda della Storia.
Piove.
E tutto sa di terra bruciata, come se fosse un pianto di scintille.
Il mondo inghiottirà quest'anima senza speranza?
Conosco il mondo, ignorandone il senso. Questo è conoscere?
No, è subìre la vita, i suoi moti, le sue debolezze e le sue gomitate.
Chiedo il perdono per i mali non commessi, chiedo senza ricompense il segno che tutto cambierà.

Inghiottisci quest'anima senza speranza, mondo.
Io ne sono già sazio.

9 giugno 2006

Le strade leccate dal sole
sopravvissutte ad un notturno temporale (dicono)
fermevano di fervore cittadino:
il capocantiere istruiva gli operai,
la venditrice equa e solidale
che ridipingeva la striscia arancione
delle vetrine, il commesso
che rendeva i vetri della sua boutique
trasparenti, quasi invisibili,
il camioncino dei rifiuti
che con solerzia raccoglieva il refuso
della civiltà notturna, rendendo le strade
del centro pulite e vivibili, piazza del duomo
in piena rivoluzione, ora che stanno montando
il maxischermo per uno dei pochi
momenti di vero patriottismo: il mondiale...
Quale fermento nella piccola trento!
Come un sorriso al mattino,
oggi il sole accarezza le mie solitudini
le mie solitudini...

10 novembre 2004


Non c'è una via diversa, diverse sono
solo le forme.

Amiamoci ciechi, da non soffrire l'abbaglio
delle nostre vanità.


11 ottobre 2004


Lacrima che svergina il cuore nel duro impietrirsi, cancella
i giorni e le memorie, questo destino è un amorevole padre
che estirpa il dolore, il figlio sopprime.


3 settembre 2004


I giorni cambiano, come senza
parole, senza parlare di sé. E 
le notti non sono che giorni, più
mute. La ruota, la rosa, io sono
stanco ora di pensare, lasciamo
i giorni cambiare, i giorni
silenziosi.


20 agosto 2004


il rosso dei pendii gentili riflette
il passo sanguigno delle ore.
che il tempo fosse morire, già
si sapeva: le farfalle sono vite
leggere, loro muiono al risveglio.