fine di una terapia

la fortezza è il tempo
del rammendo. é tempo, per me
di splendere

28 novembre 2008


Riflettesi lampionica la luce sul nevoso appena caduto manto,
così il cielo sporcando di notte di rosso lanternal-cimiteriale.

Nevica fuori orario come lungo un tramonto sulla metropoli
irroratamente lenta, lenta - a mo' di gioco, a guisa di parole.

24 novembre 2008


È così che si cade domenica, camminando
verso ovest a rincorrere la luce del tramonto.
Ma è troppo veloce il sole a scendere, è così
che odio il mondo quando è buio. 

8 novembre 2008


Si va di rimando, nel gioco
della memoria è una canzone
o una scena che somiglia, 
una battuta emersa, un deja-vu
e allora io vado di rimando,
di rimando lontano, solo
così vi vivo di nuovo, siete
freschi e importanti. 

23 ottobre 2008


Anch'io sono foglia, che addosso 
si cade. Le mie spore dissemino,
lontane.

19 ottobre 2008


Trentatré centilitri misurava
davanti alla stazione 
minore, la solitudine.

Non dovrei farlo con tale
violenza, non dovrei
riconquistarti così,
Milano, 
violento.

17 ottobre 2008


Lontano amico, fratello distante
ci conoscemmo solitudini in esilio
e all'autunno ci salutammo.
Non importa quanto forte siano
i contrappunti, non importa: tu
raccontami la vita dei giorni. 

14 ottobre 2008


Non son poi così rossi i tetti di Bologna, 
rossa è solo la nostra pigra vergogna.